Il deserto del Gobi, all'estremità sud occidentale della Mongolia, oggi è una delle zone più inospitali del pianeta, ma da 130 a 65 milioni di anni fa era una regione ricca di vita, di grandi laghi e di fiumi. È qui che a partire dagli anni venti i paleontologi hanno scoperto ricchissimi giacimenti di fossili, dai quali sono venuti alla luce reperti che ci mostrano che incredibile mondo perduto fosse la terra del periodo cretacico, quando i dinosauri raggiunsero l'apice della loro evoluzione prima di estinguersi.
Per capire quanto siano importanti le scoperte di questa zona basta dire che dei sette gruppi sistematici in cui sono stati classificati i dinosauri ben cinque sono rappresentati fra i fossili del Gobi, e fra loro quasi tutte le specie carnivore. Non è solo la varietà delle specie ritrovate a rendere unico il deserto del Gobi, quanto soprattutto i preziosissimi fossili che mostrano ogni fase della vita dei dinosauri come le uova non ancora dischiuse, i resti dei piccoli appena usciti dalle uova e persino, in un unico caso, un predatore e la sua preda conservati insieme.